Mattia Macellari


Mattia Macellari, laureato in Economia nel 2001, è Direttore new business in C.A.T.A. Informatica e Ceo in Runnertech, due realtà attive nel mercato delle soluzioni software ERP e CRM per le medie e grandi imprese nazionali ed internazionali. Dal luglio 2016 è Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda e da gennaio 2018 Presidente di Assolombarda Servizi. Tra le attività in Assolombarda, ha ideato il progetto “Giovani Presenti” per creare sinergie di idee, riflessioni e proposte su alcuni temi rilevanti per i giovani imprenditori.


Dalle aule universitarie all’azienda di famiglia. Qual è oggi la sua professione?

Sono innanzitutto un imprenditore, un manager che dopo alcuni anni in una multinazionale ha deciso, con un tempismo perfetto -esattamente l’anno prima della crisi- di licenziarsi e di riacquistare parte dell’azienda che mia madre vendette nel 2000, per ristrutturarla e ripartire alla grande con un enorme entusiasmo.


Che significato ha avuto l’innovazione nella rinascita della Sua azienda?

Sono stati necessari circa cinque anni per ristrutturare completamente la mia a impresa e al tempo stesso innovarla. L’azienda forniva e fornisce soluzioni software per medie imprese, il tessuto imprenditoriale italiano, proprio quel tessuto falcidiato dalla crisi. I primi anni da imprenditore sono stati parecchio duri ma con l’entusiasmo, la voglia di fare e l’aiuto delle persone che con me hanno creduto nel nuovo progetto siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo. Oggi il nostro gruppo opera sul mercato italiano e internazionale, con l’obiettivo di aiutare le imprese a gestire la trasformazione digitale.


Insieme all’impegno per l’azienda, Lei è riuscito a dedicarsi anche a dirigere i giovani imprenditori italiani…

Si, a luglio 2016, ho avuto l’onore e il piacere di raccogliere la grande sfida di guidare il Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda e quindi di Confindustria, più grande d’Italia.

Siamo giovani imprenditori, al massimo quarantenni, che hanno una propria azienda nella provincia di Milano, Monza e Brianza. Quello che sto cercando di fare è mettere a fattor comune tutte le forze giovanili che abbiamo sul territorio, a partire dall’università: abbiamo coinvolto le junior enteprises della Cattolica e degli altri principali atenei, proprio con l’obiettivo di creare un link concreto tra il mondo imprenditoriale e l’humus, l’ecosistema giovanile del quale il nostro territorio è assolutamente ricco.


Qual è l’esperienza più arricchente che ricorda degli anni in università?

Senza dubbio, l’esperienza più significativa di tutto il percorso universitario è stato l'Erasmus. Mio figlio ha cinque anni, ma già ora gli dico «lo dovrai fare». È vero che mi portato fuori dall’università, però è grazie alle indicazioni, anche pratiche, ricevute dalle persone dell’Università Cattolica che ho capito che tipo di percorso avrei potuto fare. Ad esempio, quando ho deciso di prolungare l’Erasmus nella Management School francese, il link costante con il servizio Relazioni Internazionali dell'Ateneo, mi ha consentito di godermi totalmente l'esperienza.

E anche oggi, sempre con quello spirito, sono alla ricerca di esperienze sempre nuove, da proporre come percorsi aziendali ai miei collaboratori.


Ci racconta un aneddoto che ricorda con il sorriso?

Parliamo di esami: la soddisfazione più grande è stato un 29 in Diritto pubblico.  Ero iscritto a Economia e questo risultato mi ha fatto pensare che, forse, avevo sbagliato facoltà, anche perché poi sono sempre stato attratto dai diritti: privato, pubblico, commerciale. Lo racconto come aneddoto perché oggi non sono assolutamente pentito della mia scelta, soprattutto se penso a tutta la burocrazia e una serie di inefficienze del sistema a cui mi sarei trovato di fronte se avessi scelto l’altra strada.


Mattia è intervenuto durante l'evento "Eredi&Innovatori" in occasione della 94° Giornata per l’Università Cattolica che si è svolto il 19 aprile 2018 nel cortile d'onore della sede meneghina di Largo Gemelli, 1.