Franco Cologni

Presidente Fondazione Cologni Mestieri d'Arte


Che facoltà ha frequentato?

Mi sono laureato in Lettere moderne con 110 e lode. Era il 1957. I quattro anni che ho passato in Cattolica sono stati indimenticabili, forse decisivi per farmi diventare quello che sono oggi. La Cattolica mi ha aperto il mondo. […]

C’è qualcuno che ricorda in modo particolare?

Oltre a Franceschini, il preside della mia facoltà, ricordo con affetto il professor Lazzati. Era il direttore del quotidiano L’Italia e mi chiamò per collaborare con lui. All’epoca scrivevo per la terza pagina e quell’esperienza giornalistica mi valse anche l’iscrizione all’albo dei pubblicisti.

Un consiglio a chi vuole affacciarsi al mondo del lusso?

Bisogna essere creativi e artigiani, avere idee e saperle realizzare. Il commercio del lusso oggi è un elemento importante, perché il lusso si è democratizzato. Gli spunti per i prodotti di successo vengono sempre da una nicchia che poi si espande: il piccolo che diventa grande, mai il contrario. Ma la cosa più importante per avere successo è lavorare con qualcuno con cui c’è feeling. Bisogna andare d’accordo con le persone con cui si lavora. Non è solo importante il valore della persona, ma anche la simpatia che questa riesce a suscitare. Sono tutti ingredienti che permettono di lavorare nel modo migliore e quindi di ottenere risultati. E sono dell’idea che bisogna rimanere sempre se stessi: solo così si avrà la forza di dimostrare il proprio valore.

E’ per questo che ha dato vita alla fondazione delle arti e dei mestieri?

Esatto. Si tratta di una fondazione per la difesa e la promozione dei mestieri d'arte ed è pensata soprattutto per i giovani. Sono loro il nostro futuro. Il mio intento è di formare nuove generazioni di artigiani, salvando i mestieri d'arte tradizionali che rischiano di scomparire. Oggi è difficile persino dare una definizione univoca di “mestiere d’arte”. Ma sono sicuro che ci sarà sempre più bisogno di nuove figure professionali creative. Oggi è difficile persino dare una definizione univoca di "mestiere d'arte". Ma sono sicuro che ci sarà sempre più bisogno di nuove figure professionali creative.

La storia del teatro mi ha insegnato che non è solo importante l'autore o gli attori, ma soprattutto il pubblico. Alla fine è lui a decidere se l'opera è valida. E lo stesso vale per il lusso: è il pubblico, o in questo caso il cliente, che decide il successo o l'insuccesso di un prodotto.

da Presenza, 2005 - Ne ha fatta di strada di Leonardo Giammarioli