Domenico Zucchetti

Fondatore Zucchetti


Lucida percezione della realtà, intraprendenza, flessibilità, una robusta dose di coraggio e lungimiranza: queste le caratteristiche di un imprenditore di successo.

Che formazione ha avuto?

[…] Mi sono iscritto alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università Cattolica. Una scelta che ricordo con piacere.

Chi sono stati i suoi maestri?

Su tutti spiccano i nomi di Francesco Vito, ai tempi docente di Economia Politica e rettore dell’Ateneo, il professore Siro Lombardini, docente di Matematica economica. E poi il professor Mario Romani, docente di Storia Economica.

Le piaceva studiare?

Studiare era il mio lavoro e lo facevo bene, con impegno. E devo dire che con il tempo i risultati sono venuti. Insieme con un altro studente, nel luglio del 1960, a 22 anni, sono stato l’unico a laurearmi in corso su oltre 1.500 iscritti.

Per la tesi scelsi un argomento che si ricollegava alle mie origini: “Assistenza e previdenza nell’agricoltura italiana. Confronto con l’industria e altri Paesi del Mec”. Del resto il contatto con la terra non l’ho mai perso: durante l’estate lavoravo con mio padre nei campi e, presa la patente, per autocarro, aiutavo un commerciante locale nel trasporto del fieno.

[…]

E la vera svolta?

Nel ’66 assunsi il mio primo dipendente. Nel ’72 le richieste di collaborazione lievitarono grazie all’introduzione dell’Iva: i dipendenti in busta paga divennero ventidue. Gli affari viaggiavano per il verso giusto. Nel ’75 decisi di lasciare l’insegnamento per seguire a tempo pieno i miei progetti. Nell’82, al primo convegno sull’utilizzo dell’informatica come mezzo di supporto per la gestione degli studi professionali di commercialisti, riuscii a vendere il primo software. Il resto venne di conseguenza, con il tempo. Il trucco: porsi degli obiettivi e capire come raggiungerli.

Tratto da Presenza, 2002 - Ne ha fatta di strada  di Lorenzo Peiroleri