Giuseppe Mazzara

Marketing Communication and PR Director di Kia Motors Italia


«Dopo le scuole superiori sono emigrato a Milano per dedicarmi allo studio universitario». Da sempre appassionato di pubblicità e comunicazione, vide naturale approdare alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica che si dimostrava essere la più «all'avanguardia e la più gettonata nel panorama milanese». Milano rappresentava «la situazione ideale per interagire con il mondo dell'economia e della pubblicità, senza contare le innumerevoli possibilità di trovare un'adeguata sistemazione».

Superato il test di ammissione, Mazzara si sistema con un amico siciliano al collegio dell’università: «Questa era la soluzione ideale per l’alloggio in quanto più a buon mercato di un appartamento in affitto e soprattutto perché il contatto con gli altri studenti permetteva di allacciare nuove amicizie e di facilitare l’integrazione in una realtà così diversa rispetto quella siciliana».

La facoltà di Economia in Cattolica era all’avanguardia: fu per queste ragioni che Mazzara decise di studiare nell’università che gli avrebbe dato maggiori chance. La vita nel collegio dell’università gli permise di allacciare nuove amicizie, che ancora oggi fanno ancora parte della sua vita. La vita milanese gli permise di scoprire un mondo a lui sconosciuto, abituato alla realtà della provincia siciliana. Era l’inizio degli anni Novanta, periodo in cui il capoluogo lombardo rappresentava il centro del divertimento dell’edonismo italiano, l’ambiente perfetto per un giovane con interessi nel mondo del marketing e della comunicazione pubblicitaria. Fin dalle sue prime lezioni Mazzara capì come la sua strada dovesse indirizzarsi verso la strategia aziendale, incentrata soprattutto su marketing e comunicazione.

«I primi due anni, comuni per tutti gli studenti di economia, furono abbastanza duri e dispendiosi. Venendo da una formazione classica trovavo molta difficoltà nell’affrontare materie complesse come matematica e ragioneria ma la gentilezza e la collaborazione dei professori mi permise di affrontarle nel miglior modo possibile». Mazzara ricorda con profondo affetto la professoressa di matematica: «Provenendo da un liceo classico la mia preparazione in materie scientifiche era molto scarsa e scadente. Ricordo che durante le prime lezioni del corso di matematica faticavo a comprendere ogni singola parola della professoressa, che, però, si dimostrò molto disponibile nel consigliarmi un testo per capire anche le basi della materia, a me sconosciute. Grazie a questo libro riuscii a presentarmi all’esame preparato e passarlo con un ventisei. Cosa che per me rappresentò un enorme successo».

Terminati i primi due anni iniziò ad affrontare i temi per i quali aveva intrapreso questo percorso, scegliendo la specializzazione in marketing con un grande desiderio di mettersi alla prova in una azienda. La tesi, inevitabilmente, aveva come soggetto il marketing. «Avendo come relatore il grande Walter Giorgio Scott fu per me un onore e un immenso piacere lavorare alla mia tesi di laurea. L’elaborato finale illustrava il ruolo dell’innovazione come variabile essenziale nel lancio di un nuovo prodotto; in particolare si trattava dell’analisi del lancio del marchio Kèrastase di L’Orèal».

Terminato brillantemente il proprio percorso universitario fu il momento di buttarsi nel mercato del lavoro, cosa che non risultò difficile, anche e soprattutto grazie ai contatti dell’università. La Cattolica, infatti, mettendo a disposizione delle aziende i profili e i curricula dei neolaureati aumentava vertiginosamente le possibilità di trovare un lavoro fin da subito. Era un periodo in cui l’occupazione non destava particolari problemi e soprattutto i giovani venivano cercati dalle aziende, non rifiutati.

E così avvenne l’ingresso nel mercato di lavoro: «Dopo pochissimi giorni dalla laurea venni contattato per uno stage alla Bmw Italia nei pressi di Peschiera del Garda. Entrai perciò subito in contatto con una multinazionale. Il mio sogno si stava realizzando. Quando poi la casa tedesca decise di spostare il proprio quartiere generale a San Donato Milanese fu per me meraviglioso poter tornare a Milano. Rimasi tre mesi all’ufficio renting. Purtroppo nella nuova realtà non vi erano posizioni aperte nel settore marketing. Non sentendo mio però questo settore decisi di iniziare a spedire qualche curriculum».

A ventiquattro anni, terminata l’esperienza in Bmw, Mazzara venne chiamato da Koelliker, allora il maggior importatore d’auto d’Italia per seguire lo sviluppo del brand Hyundai. Fu inserito come junior manager.

«L’esperienza nella nuova azienda fu molto formativa, ma molto breve in quanto in pochi mesi la Koelliker acquisì Kia e fui scelto per costruire ed organizzare l’ufficio marketing. Era l’inizio del 2000».

Questo era il momento che Mazzara aspettava da una vita. Raggiunse così una posizione di grande rilievo a soli ventisette anni. I dieci anni successivi furono molto intensi. Con questa nuova posizione aumentavano incarichi, responsabilità e impegno. «Furono anni molto pieni, ma ebbi la possibilità di dimostrare il mio valore e di mettere in pratica tutto ciò che avevo imparato all’università. Nel periodo tra il 2008 e il 2010 però le cose iniziarono a cambiare. Il settore automobilistico, colpito dalla recessione mondiale, entrò profondamente in crisi. Di conseguenza anche il distributore subì un grosso calo di vendite.»

[…]«Il mio compito, e quello del mio ufficio, è quello di gestire il lancio di un nuovo prodotto, il suo posizionamento e di curare la gestione della comunicazione e delle relazioni pubbliche di Kia Motors Italia. Quotidianamente devo occuparmi della gestione della sezione che si occupa direttamente dei prodotti e del dipartimento che si occupa della comunicazione. Inoltre il mio lavoro riguarda anche i rapporti con quelle strutture esterne all’azienda che ci accompagnano nella gestione dei prodotti del brand» spiega Mazzara.

Per quanto riguarda il futuro, il manager non ha dubbi: «Il mio obiettivo professionale è quello di far aumentare il successo in Italia del brand Kia. Questo si indirizza su due strade differenti: la prima è sicuramente quella di vedere aumentare il numero di auto Kia sulle strade italiane. La seconda, invece, è quella di far cambiare la percezione che la gente ha del marchio Kia, abbandondando l’idea che si tratti di una soluzione cheap nel settore automobilistico. L’obiettivo ultimo è perciò quello di far diventare Kia uno dei brand leader per qualità e design nel nostro Paese». Quando pensa al proprio futuro personale, Giuseppe Mazzara ha una speranza e un obiettivo: raggiungere i migliori risultati in ambito lavorativo senza dover trascurare la propria vita e in particolare la propria famiglia.

Presenza, 2012 - Ne ha fatta di strada di Alessandro Cracco