Ripartire con l'Europa


Circa 200 gli spettatori collegati in streaming per ascoltare Alberto Quadro Curzio, emerito di Economia Politica all’Università Cattolica, e Valeria Miceli, Policy Coordinator - Economic and Financial Policies Cabinet of President Von der Leyen. Coordinati da Antonella Sciarrone Alibrandi, Prorettore e Presidente Alumni Cattolica, hanno cercato di fornire la loro chiave di lettura per comprendere quale strada percorrere per ripartire a livello europeo.

Un aspetto è emerso chiaramente: l’importanza della sinergia tra i diversi attori europei. Secondo il professor Quadrio Curzio l’Europa ha a disposizione tre arnesi per rispondere ai pericoli di una crisi economica: la Banca centrale europea, la Commissione europea e la Banca europea degli investimenti. «Con questi strumenti gli effetti economici della pandemia si possono superare agevolmente. Resta un aspetto fondamentale: ogni singolo stato deve assumersi le proprie responsabilità, quindi bisogna trovare dei punti di consenso».

Valeria Miceli ha invece raccontato la sua esperienza presso il gabinetto della presidene Ursula Von der Leyen illustrando le misure messe in campo dalla Commissione europea per supportare i singoli stati nella lotta al Covid-19 sia a livello sanitario, aiutando nella distribuzione dei dispositivi medici, sia a livello socio-economico, come la sospensione delle regole del Patto di stabilità.

Tuttavia è evidente che la situazione complessa rende necessario interventi economici di emergenza. E a tal proposito il professor Quadrio Curzio, più che paralre di un nuovo piano Marshall per l’Europa, ha rilanciato la sua idea, proposta in varie sedi, di un Piano Delors-Draghi. Questo significa, ha osservato l’emerito di Economia politica, «mettere insieme tre tipi di politiche: la politica del mercato unico, costruita dal primo presidente della Commissione europea Jacques Delors; la politica monetaria della Banca centrale europea, portata a maturità completa da Mario Draghi. A queste va aggiunta una politica infrastrutturale europea che va però rafforzata nel suo impianto. Se la Banca europea per gli investimenti mettesse in atto grandi risorse potrebbe sostenere il piano di Ursula Von der Leyen su industria, infrastrutture, innovazione e istruzione. Perché alimentare i consumi da solo non basta».